L'avvento dell'intelligenza artificiale nel processo penale

Il 9 e 10 ottobre 2026 la sede di Roma della Scuola Nazionale di Formazione Specialistica dell’Unione delle Camere Penali Italiane ospita un modulo dedicato a «L’avvento dell’intelligenza artificiale nel diritto e nel processo penale», nell’ambito del Corso Biennale di Specializzazione dell’Avvocato Penalista.

La lezione di sabato 10 ottobre, dal titolo «L’impiego della intelligenza artificiale nelle indagini preliminari. Le indagini difensive. Difendersi con l’intelligenza artificiale», affronta tre piani distinti del rapporto tra nuove tecnologie e processo penale: l’impiego di sistemi di intelligenza artificiale da parte degli inquirenti nella fase delle indagini preliminari e le garanzie che ne devono accompagnare l’uso, il ruolo delle indagini difensive nel verificare, contestare o integrare i risultati prodotti da questi strumenti, e le possibilità che la stessa intelligenza artificiale offre al difensore come strumento di analisi a supporto della strategia difensiva.

Il contributo dell'Avv. Ottavia Murro: una tassonomia per l'indizio algoritmico

Nel suo intervento, dal titolo “Intelligenza artificiale e indagini penali. Confronto tra diritto e algoritmo”, l’Avv. Ottavia Murro affronta il nodo più insidioso dell’ingresso dell’intelligenza artificiale nelle indagini preliminari, quello della sua collocazione giuridica. Una volta che un sistema algoritmico produce un risultato utile alle indagini, che si tratti di un’analisi OSINT, della ricostruzione di un profilo biometrico o della perlustrazione di un dispositivo sequestrato, resta aperta la domanda su quale valore attribuirgli nel processo. L’ Avv. Ottavia Murro ripercorre le tre strade oggi in discussione (prova atipica ai sensi dell’art. 189 c.p.p., prova tecnica assimilabile a perizia o consulenza, semplice indizio ai sensi dell’art. 192, comma 2, c.p.p.) mostrando come non si tratti di varianti dello stesso problema ma di tre regimi di garanzia profondamente diversi tra loro.

Il contributo richiama il rischio, già segnalato in letteratura, della cosiddetta tunnel vision investigativa, la tendenza cioè a consolidare una ricostruzione dei fatti sempre più rigida e a scartare gli elementi di segno contrario, un meccanismo che l’elaborazione algoritmica rischia di riprodurre e amplificare. Da qui l’esigenza, per la difesa, di un contraddittorio anticipato sui criteri tecnici con cui i dati vengono estratti, selezionati e analizzati, e non soltanto in dibattimento, quando la direzione delle indagini si è ormai consolidata.

Un passaggio specifico riguarda le novità introdotte dal d.lgs. 9 settembre 2026, n. 160, in vigore dal 30 settembre, che ha dato attuazione alla legge delega 132/2025 e ha inserito nel codice di procedura penale l’art. 359-ter, dedicato all’identificazione e localizzazione mediante sistemi di intelligenza artificiale per il riconoscimento biometrico remoto in tempo reale. L’Avv. Ottavia Murro evidenzia come il tema resti comunque più ampio della singola disposizione, poiché l’assenza di una disciplina organica degli strumenti investigativi algoritmici lascia alla difesa il compito di presidiare una fase, quella delle indagini preliminari, strutturalmente priva di contraddittorio anticipato.

Alla lezione intervengono anche la Prof.ssa Giulia Lasagni, associata di diritto processuale penale all’Università di Bologna, e l’Avv. Gianfranco Briguglio, componente dell’Osservatorio Scienza, Processo e Intelligenza Artificiale dell’Unione delle Camere Penali Italiane, di cui Ottavia Murro, ricercatrice di diritto processuale penale presso l’Università Telematica Pegaso, è parimenti componente.

Un appuntamento di rilievo per l'avvocatura penalista

Il modulo si inserisce nel percorso formativo biennale promosso dalla Scuola UCPI per gli avvocati penalisti, e conferma l’attenzione crescente dell’avvocatura specialistica verso l’impatto dell’intelligenza artificiale sul processo penale.

L’intelligenza artificiale sta trasformando il modo in cui si conducono le indagini e si costruisce la difesa. Se hai bisogno di una consulenza su questi temi, o vuoi approfondire come la tua attività può essere coinvolta da queste nuove tecnologie, il nostro studio è a tua disposizione.

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