Trustee e mandati fiduciari nel diritto UE
Il 21 maggio 2026 la Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha confermato la compatibilità della normativa italiana con il diritto UE in materia di trasparenza sui mandati fiduciari, chiarendo al contempo i limiti entro cui l’equiparazione ai trust può operare.
La Corte ha precisato che non tutti i mandati fiduciari rientrano automaticamente nel perimetro degli obblighi antiriciclaggio, ma solo quelli che producono una “funzione di schermo”, ossia la capacità di nascondere l’identità del vero proprietario dei beni. La valutazione è rimessa caso per caso al giudice nazionale.
Il contenzioso italiano e le questioni pregiudiziali
Il rinvio pregiudiziale alla Corte è originato da un contenzioso italiano in materia di obblighi di comunicazione imposti alle società fiduciarie. Le questioni sottoposte alla Corte riguardavano specificamente la compatibilità del Registro dei titolari effettivi con i diritti fondamentali garantiti dalla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea, in particolare il diritto alla privacy e alla protezione dei dati personali.
La Corte ha ribadito che l’accesso pubblico ai dati del Registro deve essere sorretto da un interesse legittimo concreto e verificabile, escludendo l’accesso indiscriminato da parte di chiunque.
Implicazioni operative per fiduciarie e professionisti
Per le società fiduciarie e i professionisti soggetti agli obblighi antiriciclaggio, la sentenza impone una valutazione caso per caso sull’effettiva funzione svolta dal mandato fiduciario. Nello specifico, occorre verificare se il mandato produce in concreto un effetto di opacità sull’identità del titolare effettivo.
Sul piano operativo, i professionisti devono aggiornare le proprie procedure di adeguata verifica tenendo conto di questo criterio sostanziale, rafforzando i presidi di identificazione del titolare effettivo nei casi in cui il mandato fiduciario sia strutturato in modo da rendere non immediata la riconducibilità dei beni al beneficiario finale.
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Il Focus Murro analizza nel dettaglio la sentenza CGUE C-684/24 e C-685/24, il quadro normativo di riferimento tra D.Lgs. 231/2007 e Regolamento UE 2024/1624, e le implicazioni pratiche per fiduciarie, notai, commercialisti e consulenti che operano con strutture fiduciarie.


